Volltext: Architettura Civile Del Padre D. Guarino Guarini Cherico Regolare : Opera Postuma Dedicata A Sua Sacra Reale Maestá

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Trat 3: Dell’opera a fafcie . 
’Altro modo d’ornar le facciate è compartirle in diverfe fafcie le 
L quali tirano. dall'alto al baffo, e fiano rifquadrate da fafcie egua. 
li per traverfo, le quali giusnendo così nell'ultima fatcia , che al li. 
vello corre da un fianco all'altro, e foftiene l’ultima cornice fotto 
tetto, dividono tutta la facciata in varj campi, e corrifpondenti, ne 
quali fon le fineftre, tale è il muro C nella Laftra 12., € quefte fa 
{cie non dovranno effere men larghe , che il decimo , o duodecimo 
delia fua altezza, finchè incontrino l’altra fafcia, che corre a livello 
fopia cui corre una piccola cornice , ed indi fegua fin al fine, in dl 
guifa' che quando fia giunta al decimo , o duodecimo della fua larghe. 
za , 1Vi trovi qualche fafcia , o cornice , o altro orhamento “che lin 
terrompa, e poi di nuovo fegua innalzandofi altrettanto; a queéfto mo. 
do è fatto il Palazzo nuovo del Sereniifimo di Parma; in cui le falcie 
fono di ambe le parti’ continuamente accompagnare colle Cornici in 
quella Città , ed in tal guifa ho‘fatto il Palazzo’ del Sereniffimò Pren 
cipe di Carignano a Racconigi , ove le fafcie a piombo fono folamen 
te attraverfate dalle fafcie a livello fenza alcuna cornice. fe non l'al 
tima, che'è framezzo ; Quì poi a "Torino le fafcie ‘non fono piane, 
ma colla cornice ; e {colpite a ftelle, e divife non folamente dalle fa 
fcie , che corrono a'traverfo , ma anche dalle cornici , che l'interrom 
pono, onde fanno ina fiperbillima vifta. ’ 8 sm 
OSSERVAZIONE TERZA 
È: Dell’opere a. Rilievo . : 
S dice opera a Rilievo , quando tra una fineltra » e l’altra, o fovra, 
o fotto efle evvi un rifalto colle cornici attorno , € compartito 
in qualche vaga figura, che accompagni il fito ; come fi vede nella La 
ftra 43. ne compartiti FA quelto' modo’ in Torino fono adornati 
tutti i Palazzi dî Piazza Reale , è fanno” all'occhio una vaghiilima pom 
pa. Se ne fervifono qualche poco i Romani, come fi vede nel Pan- 
teon ; fe ne ferve: anche il Serlio ne’ fiuoi difégni lib. 4. cap. 6. pag. 
31.,; € 34, e altrove. . 
OSSERVAZIONE QUARTZ. 
Dell’ opera d' Rifquaari . 
N differifte quefta opera dall’antecedente » fe non in quefto fo 
lamente , che là ove l'antecedente rifalta in fuori , queita s’inca- 
va in dentro , e finge come tanti Quadri attaccati tra le fineftre, 0 
fopra , o fotto effe > € negli angoli degli archi , accomodandogli colla 
figura al fito, ove fono. "Tali fono gl’Incavi, e Rifquadri C nella La 
fira 14., e gl'Incavi G nella Laftra } 3. 
Vuefti 
C
	        

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