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Architettura Civile Del Padre D. Guarino Guarini Cherico Regolare : Opera Postuma Dedicata A Sua Sacra Reale Maestá

Zugriffsbeschränkung

Für diesen Datensatz liegt keine Zugriffsbeschränkung vor.

Nutzungslizenz

Public Domain Mark 1.0. Weitere Informationen finden Sie hier.

Bibliografische Daten

fullscreen: Architettura Civile Del Padre D. Guarino Guarini Cherico Regolare : Opera Postuma Dedicata A Sua Sacra Reale Maestá

Monografie

Persistenter Identifier:
1607587373280
Titel:
Architettura Civile Del Padre D. Guarino Guarini Cherico Regolare : Opera Postuma Dedicata A Sua Sacra Reale Maestá
Autor:
Guarini, Guarino
Verleger/Verlag:
Appresso Gianfransesco Mairesse
Erscheinungsort:
Torino
Erscheinungsjahr:
1737
Sprache:
it
Strukturtyp:
Monografie
Standort:
Institut für Architekturgeschichte, Universität Stuttgart
Signatur:
S/2077
Bemerkung:
Handschriftlicher Vermerk: "1813 Genn. 23 Parigi./Passaggio dei Jacobins al Panteon / £ 8-"
Lizenz:
https://creativecommons.org/publicdomain/mark/1.0/deed.de

Illustration

Titel:
31. Faccia esteriore del Palazzo del S. mo P. Filiberto di Savoia in Torino
Strukturtyp:
Illustration

Inhaltsverzeichnis

Inhalt

  • Architettura Civile Del Padre D. Guarino Guarini Cherico Regolare : Opera Postuma Dedicata A Sua Sacra Reale Maestá
  • Einband
  • Handgeschriebene Notiz: "1813 Genn. 23 Parigi./Passaggio dei Jacobins al Panteon / £ 8-"
  • Handgeschriebene Notiz auf dem fliegenden Blatt verso: "Questo Architetto è il più barbaro e sregolato di quanti abbiano esistito, ne potè esser vinto dallo / stesso Borromini / Contiene 76 Tavole. / J Guidicini / 28 Agosto 1826"
  • Portrait von Guarino Guarini (1683)
  • Titelseite
  • Sacra Reale Maesta
  • Avviso a' lettori
  • Facultas reverendissimi patris D. Nicolai Antinori Praepositi Generalis Clericorum Regularium.
  • Indice
  • Trattato I. Dell' architettura in generale, e suoi principj.
  • Capo 1. Delle parti dell' Archittetura.
  • Capo 2. Delle Arti, che servono all' Archittetura.
  • Capo 3. Delle regole d' Archittetura in generale.
  • Capo 4. Degl' Instrumenti dell' Archittetura.
  • Capo 5. De principj di Geometria.
  • Capo 6. Circa il partire le linee, e gli angoli.
  • Capo 7. Delle proprietà essenziale degli angoli, e delle linee.
  • Capo 8. Delle proporzioni.
  • Capo 9. Delle proporzioni delle linee.
  • Capo 10. Delle proporzioni degli angoli, e delle linee.
  • Trattato II. Della ichnografia.
  • Capo 1. Della maniera di livellare.
  • Capo 2. Delle mifure.
  • Capo 3. Del modo di rilevare i Siti.
  • Capo 4. Della natura de' siti, e loro proporzione.
  • Capo 5. Modo di mettere in disegno il sito già misurate.
  • Capo 6. Delle figure, quali fanno le piante degli Edifizj.
  • Capo 7. Del modo in generale di disegnare le Piante.
  • Capo 8. Del modo di disporre un colonnato nel tondo.
  • Trattato III. Della ortografia elevata.
  • Capo 1. De' principj della Ortgografia elevata.
  • Capo 2. Del modo di piegare varie linee curve.
  • Capo 3. Del numero degli ordini, e delle loro definizioni.
  • Capo 4. Delle parti principali degli ordini, e loro proporzioni.
  • Capo 5. Delle proporzioni degli ordini dorici.
  • Capo 6. Degli ordini jonici.
  • Capo 7. Del modo di formare i capitelli jonici.
  • Capo 8. Dell' ordine corinto.
  • Capo 9. Circa i capitelli corinti.
  • Capo 10. Degli ordini composti.
  • Capo 11. Delle Cornici mancanti.
  • Capo 12. Delle colonne quadre, pentogole, sessagone, e simili.
  • Capo 13. Degli ordini eccedenti, mancanti.
  • Capo 14. De' Frontespizj.
  • Capo 15. De' vari modi d'innalzare le facciate.
  • Capo 16. Varie maniere d' adornare le facciate.
  • Capo 17. Modo d'ornare le facciate con le colonne isolate.
  • Capo 18. Modo d'ornare le facciate con le colonne annesse.
  • Capo 19. Della mescolanza degli ordini.
  • Capo 20. Degli ordini legati, e sciolti.
  • Capo 21. Proporzionare una Prospettiva diffetosa per cagione della vista.
  • Capo 22. Proporzionare una facciata, che sia difetossa per cagione del sito.
  • Capo 23. Dell' Architettura obbliqua.
  • Capo 24. Del sollevare una facciata sopra un piano obbliquo.
  • Capo 25. Degli ornamenti de' muri della scale.
  • Capo 26. Delle volte, e var modi farle.
  • Trattato IV. Dell' ortografia gettata.
  • Capo 1. Di alcuni principj di Ortografia.
  • Capo 2. Del modo di gettare in piano le superficie.
  • Capo 3. Della projezione delle superfizie cilindriche.
  • Capo 4. Della projezione delle superficie de' coni variamente segate.
  • Capo 5. Della projezione d'una superficie sferica segata da' circoli paralelli.
  • Capo 6. Della projezione delle sfere segata da' circoli maffimi.
  • Capo 7. Delle sferoidi, e conoidi iperboliche, o paraboliche.
  • Capo 8. Dello stenderele superficie d'un' anello.
  • Trattato V. Della geodesia.
  • Capo 1. Della trasformazione delle superficie piane rettilinee in altre uguali.
  • Capo 2. Della maniera d'ingrandire, e diminuire le superficie triangolari.
  • Capo 3. Del partire ogni piano in parti essegnate con paralelle ad un lato.
  • Capo 4. Del partire ogni piano per linee, che nascono da un' assegnato punto.
  • Capo 5. Dell dividere un piano con linee condotte a piacimento.
  • Capo 6. Del dividere una figura in più figure sempre simili alle primiere.
  • Capo 7. Delle figure isoperimetre.
  • Capo 8. Delle progressioni Geometriche.
  • Capo 9. Della quadrazione, spartimento, ed accrescimento Geometrico del circolo.
  • Capo 10. Della trasformazione delle Elissi.
  • Capo 11. Della trasformazione, e divisione della parabole.
  • Capo 12. Della divisione dell' iperbola.
  • Errori occorsi nella stampa
  • Lastra I. Trat. I.
  • Lastra II. Trat. I.
  • Lastra III. Trat. I.
  • Lastra I. Trat. II.
  • Lastra II. Trat. II.
  • Lastra 3. Trat. 2.
  • Lastra IV. Trat. II.
  • Lastra V. Trat. II.
  • Lastra I. Trat. III.
  • Lastra II. Trat. III.
  • Lastra III. Trat. III.
  • Lastra IV. Tr. III.
  • Lastra V. Tr. III.
  • Lastra VI. Trat. III.
  • Lastra VII. Tratt. 3.
  • Lastra VIII. Trat. III.
  • Lastra VIV. Tratt. III.
  • Lastra 10. Trat. III.
  • Lastra XI. Trat. III.
  • Lastra [XII]. Trac. III
  • Lastra XIII. Tratt. III.
  • Lastra XIV. Tratt. III.
  • Lastra XV: Trat. III.
  • Lastra XVI. Trat. III.
  • Lastra XVII. Trat. III.
  • Lastra XVIII. Trat. III.
  • Lastr. 19. Trac. 3.
  • Lastra XX. Trat. III.
  • Lastra I. Trat. IV.
  • Lastra II. Trat. IV.
  • Lastra III. Trat. IV.
  • Lastra IV. Trat. IV.
  • Lastra V. Trat. IV.
  • Lastra VI. Trat. IV.
  • Lastra VII. Trat. IV.
  • Lastra VIII. Trat. IV.
  • Lastra IX. Trat. IV.
  • Lastra X. Trat. IV.
  • Lastra XI. Trat. IV.
  • Lastra XII. Trat. IV.
  • Lastra XIII. Trat. IV.
  • Lastra XIV. Trat. IV.
  • Lastra I. Trat. 5.
  • Lastra II. Trat. V.
  • Lastra III. Trat. V.
  • 1. Porta del Po di Torino
  • 2. Pianta della Capella del S. Sudario di Torino
  • 3. Facciata interna del S. Sudario di Torino
  • 4. Vestigium S. Laurentii Taurini
  • 5. Facies externa S. Laurentii Taurini
  • 6. Facies interna S. Laurentii Taurini
  • 7. Capella di S. Eusebio
  • 8. Facciata della Madonna dell' Oruppa. Esterna. Interna.
  • 9. Chiesa di S. Anna la Reale di Parigi. Pianta della Cupula.
  • 10. Prospetto esteriore di S. Anna Reale di Parigi.
  • 11. Prospetto interno di S. Anna Reale di Parigi
  • 12. S. Gaietani Nicaeae interna facies
  • 13. S. Gaietani Nicaeae externa facies
  • 14. Pianta della Chiesa di S. Filippo Neri di Torrino
  • 15. Facciata di S. Filipp Neri di Torino. Planta superiore.
  • 16. Facciata interna di S. Filippo Neri
  • 17. Pianta di S. Maria della Divine Providensa di Lisbona
  • 18. S. Maria della Divina Providensa di Lisbona. Faccia interna.
  • 19. [ohne Titel]
  • 20. [ohne Titel]
  • 21. Facies interna S. Mariae de Ettinga Pragae
  • 22. Tabern[acolo] di S. Nicolo di Verona.
  • 23. [ohne Titel]
  • 24. Facciata esteriore. Facciata interiore.
  • 25. Cupula di S. Filippo Neri di Casale
  • 26. Alzata interno di San Gaetano di Vicenza. Pianta inferiore di S. Gaetano di Vicenza.
  • 27. Facciata esteriore di S. Gaetano di Vicenza
  • 28. Faccia della S. Nuntiata di Messina
  • 29. Faccia esterna de' PP. Somas[chi] di Messina
  • 30. Faccia interna de' PP. Somas[chi] di Messina
  • 31. Faccia esteriore del Palazzo del S. mo P. Filiberto di Savoia in Torino
  • 32. Pianta interiore del Palaggio del S. P. Filiberto di Savoia. Pianta verso il cortile del S. P. Filiberto di Savoia.
  • 33. [ohne Titel]
  • 34 [ohne Titel]
  • Farbinformation
  • Einband
  • Einband

Volltext

Ausdruck kommt. Dieselben waren bestrebt, 
sich strengster Neutralität zu befleißigen, und 
daher auch genötigt, manchen von Verbraucher- 
seite geäußerten Wunsch im Interesse völlig ob- 
jektiver Darstellung unberücksichtigt zu lassen, 
Bezüglich der Wertung der einzelnen Binde- 
mittel durch die Praxis sei auf das Ergebnis der 
Umfragen des Bundes hingewiesen.”) 
Einteilung der Bindemittel, Die 
an die wissenschaftlich übliche Gruppierung sich 
anlehnende technische Einteilung der für Fassa- 
denfarben in Betracht kommenden Bindemittel 
erfolgt am besten nach folgendem Schema: 
IL. Wäßrige (flüchtige) Bindemittel: 
a) mineralische: Kalk, Wasserglas 
b) organische: Kasein, Kaseinemulsion, Stär- 
keemulsion, kautschuk- und bitumhaltige 
Emulsionen, 
I. Nichtwäßrige Bindemittel: 
a} flüchtige Lacke: Nitrozelluloselacke 
b) Bindemittel mit trocknenden Oelen: Oel- 
und fette Lackbindemittel. Mattölpräpa- 
rate 
Bindemittel mit mineralischen Oelen: 
Karbolineum. 
Grundsätzlich unterscheiden sich die flüch- 
tigen, d, h. die mit flüchtigen Lösungsmitteln 
angefertigten Bindemittel von den nichtflüch- 
tigen dadurch, daß der Trockenprozeß der 
ersten im wesentlichen auf dem Verdunsten 
des Lösungsmittels (Wasser, Aether, Ester 
usw.) beruht, Die öligen Bindemittel dagegen, 
fette Oele, Oellacke und Mineralöle sind nicht 
Nüchtig. Die Trocknung der Oel- und Lack- 
bindemittel dauert erheblich länger als die der 
flüchtigen Bindemittel und ist ein komplizierter 
chemisch-physikalischer Prozeß, bei dem eine 
sogenannte Filmbindung stattfindet. Karboli- 
neum dagegen trocknet nicht. Aus diesen Tat- 
sachen ergeben sich grundsätzliche Unter- 
schiede, nicht nur in Trockenzeit und Trocken- 
art, sondern auch in optischer und anstrich- 
technischer Hinsicht. Jede Gruppe zeigt ein 
besonderes Verhalten; man kann daher die 
obige Einteilung zu Grunde legen, wenn man 
die einzelnen Techniken unterscheidet. 
Herstellung und Einkauf, Die 
Selbstherstellung von Außenbindemitteln ist 
nur in ganz beschränktem Umfang dem Ver- 
draucher möglich und wegen der damit ver- 
bundenen Schwierigkeit nicht anzuraten. Es 
ist ganz irrig, zu glauben, daß selbsthergestellte 
Präparate, selbst, wenn sie nach bewährten 
Vorschriften angefertigt sind, besser seien als 
Handelsprodukte. Am ehesten läßt sich die 
Bindemittelerzeugung auf dem Gebiet der 
Kasein- und Emulsionsbindemittel durchführen, 
aber gerade hier ist Erfahrung besonders von- 
nöten, 
Die besten Resultate werden sich stets dann 
ergeben. wenn man sich über die technischen 
*) Vgl. die Berichte von Prof, Dr. Wagner über die 
oeiden Umfragen in der Zeitschrift „Die farbige Stadt‘, 
Jahrgang 1927, Heft 10, und 1929, Heft 9, sowie die vom 
Bunde herausgegehenen Sonderdrucke der Berichte, 
Möglichkeiten genau orientiert, diejenige Tech- 
aik wählt, die nach Untergrund, örtlichen und 
<limatischen Verhältnissen die geeignetste ist, 
ınd dann zu einem bewährten Handelsbinde- 
nittel greift, 
Die meisten Bindemittel des Handels sind 
‚.hrer Zusammensetzung nach nicht oder nur 
ıngefähr bekannt, Man weiß oder erfährt aber 
stets, welcher Gruppe das Präparat zuzuzählen 
ist. Es ist dringend zu raten, bekannte Han- 
delspräparate zu beziehen, sich neuer Binde- 
mittel unbekannter Firmen jedoch nie ohne 
Vorprobe zu bedienen. Produkte verschiedener 
Firmen, auch wenn sie zur selben Gruppe ge- 
1ören, z. B. zwei Emulsionsbindemittel ver- 
schiedener Herkunft, dürfen nie gemischt 
werden, Die dem Handelspräparat beigegebene 
Gebrauchsanweisung ist genau durchzulesen 
und zu befolgen. So erhält man oft wichtige 
Hinweise bezüglich Beschaffenheit und Behand- 
'ung des Grundes, Auswahl des Farbmaterials 
usw. Bindemittel, die wesentliche Konsistenz-, 
Farb- und Geruchsänderungen erlitten haben, 
sollen nicht mehr gebraucht werden. 
Prüfung der Bindemittel, Eine all- 
jemeine Bewertung auf Grund eingehender Prü- 
hung muß dem Chemiker überlassen bleiben. 
Die Entscheidung über die anstrichtechnische 
Brauchbarkeit fällt der Großversuch in der Pra- 
xis. Wo die Zeit hierfür nicht zur Verfügung 
steht, können Vorproben oft recht zweckmäßig 
sein, Sie sind aber bei den Vertretern der ein- 
zelnen Gruppen ganz verschieden auszuführen 
und daher erst unten beschrieben. 
L Wäßrige (HNüchtige) Bindemittel, 
Sie trocknen bei normaler Herstellungsweise 
rasch. Die oberflächliche Trocknung ist mit 
dem Verdunsten des Wassers beendet, Die da- 
bei erreichte Farbaufhellung ist die endgültige, 
Bei ölreichen Emulsionen dauert der Trocken- 
arozeß länger, ohne jedoch äußerlich in Erschei- 
aung zu treten, Die Schicht der wäßrigen 
Bindemittel ist, sofern nicht überleimt wird, 
matt, kann aber bei manchen Bindemitteln 
durch mechanische Nachbehandlung glänzend 
gemacht werden. Auch bei ölreichen Emul- 
sionen ist die frische Schicht schon porös und 
rauh und daher gegen mechanische Beeinflus- 
sung nicht sehr widerstandsfähig. 
Alle unbekannten wäßrigen Bindemittel 
sollten mit rotem Lackmuspapier oder Phenol- 
phtaleinlösung geprüft werden, ob sie alkalisch 
reagieren, Ist das der Fall (Blaufärbung des 
Papiers, Rötung mit. der Lösung), so dürfen nur 
kalkechte Farben, am besten nur Fassadenfar- 
ben (s. Merkblatt I) verwendet werden. Wer 
für Außenarbeiten nur Fassadenfarben ge- 
braucht, ist dieser Probe enthoben. 
a) Mineralische Bindemittel 
Kalk ist zugleich Binde- und Farbmittel und 
spielt daher eine Sonderrolle, der die Bespre- 
chung im Merkblatt „Anstrichtechniken‘ ge- 
recht wird. Gebrauchsfertige Kalkfarben in
	        

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