Full text: Descrizione di quanto e più notabile nei magnifici sovrapposti templi di S. Francesco ; Posseduti ed officiati nella città di Asisi ... Corredato di sei tavole in Rame tre grandi ... dai molto rev. PP. Min. Conv. ...

tore non critico fu dato il nome di Ecubea. Se Ja indovini chi pensi I 
non è a deciderlo tanto facile; sì perchè le memorie , cui è appoggiata 
quest asserzione hanno per avventura una data non troppo antica, sì per- 
chè non esistono su di ciò altri monumenti . 
13. Volgendoti ora all’ indietro, mentre ti avanzi per la gran nave , 
tanto a destra quanto a sinistra levando in alto gli occhi sulle pareti , ve 
drai ben chiaro che le pitture mozzate dagli archi delle Cappelle , tutte 
posteriori come notammo ( num. 8. ) all’edifizio delle due Chiese , sono 
gli avanzi dei primi lavori di questo genere ivi eseguiti dai Greci o da 
loro allievi circa il 12/40. Quelle a destra riguardano il Redentore e mo- 
strano il carattere ed il sistema di Guido Senese ; quelle a sinistra la vi. 
ta di S. Francesco , e siccome fra esse ci ha notabile varietà » Così Certa< 
mente furono opera di più mani. 
1/4. Due sole Gappelle vedrai sulla sinistra . Nella prima intitolata a 
S. Martino spiccano bellissimi dipinti di Simone Memmi , allievo del Giote 
to ; e ritraggono alcuni fatti della Vita del Santo. Ci ha chi le suppone 
di Giotto esclusivamente con tanto magistero sono pennelleggiate ! Il Va. 
sari , non so con qual fondamento, le attribuisca a Puccio Cappanna scola. 
ro anche questo di Giotto . Nell’ interno sopra l’arco vedesi il Cardinale 
Gentile genuflesso avanti S. Martino che ne dette la Commissione. La se- 
conda che è dedicata a S$. Pietro d’ Alcantara nulla ha di osservabile . 
15. La loggia che vedi vicino al pergamo grande , sotto questo per- 
gamo sì vede il ritratto della B. Giacoma Settesoli ivi sepolta colla iscri» 
zione : Hic jacet Jacoba Sancta nobilisg. Romana , vogliono che sia un 
deposito di riguardevole Personaggio del secolo XIV. incominciato . La 
scultura ed il mosaico ne sono alquanto pregevoli, dacchè se non altro mo- 
strano a qual segno eran le belle arti giunte a quella epoca. In alto; così 
nell’ arcale , come sulla parete di contro , fermati ad ammirare eccellenti 
pitture . Esse rappresentano la incoronazione di Maria Santissima , e varj 
fatti o miracoli di Santo Stanislao Vescovo di Gracovia che aveva colassìù 
nei tempi decorsi un piccolo Altare. Sono di Puccio Cappanna , o come 
altri sostengono , del Giottino . 
16. Trapassando il Trono Papale che niente ha di singolare , eccoti 
sulla sinistra all’ altar di S. Gìovanni Evangelista , detto delle Reliquie . 
Fu questo fatto erigere ( ed oh! con qual detrimento delle pitture ! ) in 
luogo di un altro che ce ne era piccolissimo e basso , dal Cardinale Ales. 
sandro Peretti nipote del celeberrimo Sisto V. nel 1607. Vedi, quanto 
magnifica è la porzione del Quadro che ne rimane tuttora in ottimo sta- 
to , rappresentante la Crocifissione di Gesù Cristo in mezzo a due ladri 1 
Che invenzione , che naturalezza , che sentimento ! Mira quei quattordici 
Angioletti come palesano ciascuno diversamente ma tutti al vivo, lo atro- 
ce affanno cuigliniono » per la spietata carnificina del Salvatore! E’ opera 
di Pietro Cavallino scolaro di Giotto; commessa da Messer Gualterio de’ 
Conti di Brenne , Duca di Atene » momentaneo Signore di Fiorenza nel 
1342. Ci figura il ritratto dello stesso Duca seduto sovra una mula guarni. 
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